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Pavimenti e rivestimenti

La superficie è
l’80% di quello che vedi.

Mobili e sanitari occupano poco. Quello che riempie davvero un ambiente è il pavimento e la parete. Sceglierli bene è la decisione che pesa di più, e quella che si cambia meno facilmente.

Living con pavimento in gres porcellanato effetto onice verde e parete a doghe di legno
Gli effetti

Cinque famiglie, cinque usi diversi

Effetto marmo

Il più elegante e il più impegnativo. Nei grandi formati con venatura continua serve studiare l’attacco fra le lastre: fatto bene sembra una lastra unica, fatto male si vede il taglio.

Effetto legno

Il calore del parquet senza le sue paure. In bagno e in cucina è la scelta razionale: non teme acqua, vapore né graffi, e con le doghe lunghe l’effetto è convincente.

Effetto pietra e cemento

Materico e contemporaneo, perdona molto sullo sporco quotidiano. Le finiture più ruvide sono anche le più antiscivolo: perfette per esterni e docce, meno comode da lavare in cucina.

Tinta unita

Neutro, senza venature che si ripetono. È la scelta giusta quando l’attenzione la vuoi sul mobile o sulla carta da parati, non sul pavimento.

Decori e formati speciali

Esagoni, listelli, cementine. Usati su una parete sola o dentro la nicchia doccia danno carattere; usati ovunque stancano in fretta.

Gres, ceramica, monocottura: cosa cambia davvero

I nomi sul cartellino confondono, ma la sostanza è semplice.

Il gres porcellanato è impastato e cotto ad altissima temperatura: assorbe pochissima acqua, non si gela e si può usare fuori. È quello che ti serve per pavimenti, terrazzi ed esterni.

La ceramica smaltata è più porosa e più leggera. Va benissimo per i rivestimenti a parete, dove non ci cammini sopra, e costa meno.

Quando qualcuno ti propone la ceramica per un pavimento molto calpestato o per un esterno, la domanda giusta è: qual è la classe di resistenza all’abrasione e il coefficiente antiscivolo? Se non sa risponderti, stai comprando alla cieca.

I grandi formati

Un 120×120 o un 120×278 riduce drasticamente le fughe e cambia la percezione della stanza. In cambio: pesa, richiede un fondo perfettamente planare e un posatore che sappia maneggiarlo in due. Il costo della posa sale, e va messo a preventivo insieme al materiale, non dopo.

La fuga

È il dettaglio che tutti trascurano e che si vede per vent’anni. Una fuga dello stesso colore della piastrella sparisce; una a contrasto disegna una griglia. Sui pavimenti chiari, una fuga bianca in cucina diventa grigia in due anni: meglio scegliere subito un tono neutro leggermente più scuro.

Ambienti

Come stanno, una volta posate

Una piastrella in mano dice poco: conta come tiene su una parete intera. Tocca una foto per vederla a schermo intero.

Preventivo

Quanti metri quadri devi fare?

Cinque domande e ti diamo la fascia al metro quadro, con o senza posa.

La fascia è una stima di mercato basata sulle risposte, non un preventivo. Il prezzo esatto dipende dalla serie scelta e dallo stato del fondo.

Domande su ceramiche e gres

Quanto costa il gres porcellanato al metro quadro?
Una serie di ingresso in formato standard sta indicativamente fra 15 e 25 € al m². La fascia media, con effetti marmo o legno ben fatti, fra 28 e 45 €. I grandi formati e le lastre sottili superano i 60 € e possono arrivare molto più in alto. A questo va aggiunta la posa: 25–45 € al m² per formati normali, di più per i grandi formati e per le pose diagonali o a spina.
Si può posare il gres sopra le vecchie piastrelle?
Sì, con collanti specifici e a patto che il vecchio pavimento sia ben ancorato e planare. Si risparmiano demolizione e smaltimento, che non sono voci piccole. Lo svantaggio è che si alza la quota del pavimento di un centimetro abbondante: vanno verificate porte, soglie e battiscopa.
Che differenza c’è fra rettificato e non rettificato?
Il rettificato ha i bordi tagliati a filo dopo la cottura, per cui si posa con fughe minime da 2 mm e l’effetto è quasi continuo. Il non rettificato ha bordi leggermente irregolari e vuole fughe più larghe. Il rettificato costa di più e richiede un fondo più preciso, ma è quello che dà il risultato pulito che si vede nelle foto.
Che piastrelle servono per l’esterno?
Gres porcellanato con classe antiscivolo adeguata, R11 o superiore per bordi piscina e zone bagnate. Per terrazzi e vialetti esiste anche il gres da 2 cm, che si può posare a secco su ghiaia o su supporti, senza colla e senza massetto.
Quanto materiale devo ordinare in più?
Si calcola normalmente un 10% in più sui formati standard e un 15% sulle pose diagonali o a spina, per sfridi e tagli. Vale la pena tenere qualche scatola in cantina: fra cinque anni quella serie non sarà più in produzione, e per una piastrella rotta rifare il pavimento è un dispiacere.

Porta le misure della stanza.

Con i metri quadri ti diamo subito il conto del materiale, degli sfridi e della posa. Senza sorprese sul secondo ordine.